"ROSA ROSAE" PRESSROOM

La Gazzetta di Parma Giovedì 28 giugno 2001
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Maurizio Schiaretti

Parla Ceclia Comani, regista del corto 'Rosa Rosae'
"E' una storia d'amore misteriosa e surreale'
"Accadde domani 2001", la rassegna sul cinema italiano in corso all'Arena Astra col patrocinio della FICE Emilia-Romagna e del Comune di Parma, propone questa sera l'opera più premiata della stagione, "La stanza del figlio" di Nanni Moretti, e il cortometraggio "Rosa Rosae", firmato da due cugine debuttanti di ventisette anni, Cecilia Comani e Chiara Bondì. Cecilia è nata a Roma ma vive a Parma ed è laureata in Storia dell'Arte (sta preparando la tesi sul fotografo milanese Enrico Catteno collaboratore di Ugo Mulas), Chiara vive a Roma ed è figlia del regista Claudio Bondì la cui "Educazione di Giulio" è in cartellone all'Arena Astra domani sera, seguita dall'incontro col regista.

Cecilia, come siete riuscite a realizzare "Rosa Rosae"?

"In un modo abbastanza casuale. Abbiamo partecipato al concorso CortoLazio con una nostra sceneggiatura e abbiamo vinto un finanziamento di 10 milioni in mezzi tecnici. Abbiamo avuto fortuna."

D'accordo, ma alla base ci devono essere passione, entusiasmo.

"Si, il cinema ci appassiona molto. Mia cugina lo vive anche in casa, visto che è il mestiere di suo padre. Io ho fatto l'assistente di produzione sul set di Francesca Comencini, dei 'Virtuali' e 'Voglio una donnaa' dei fratelli Mazzieri e di 'Tifosi' di Neri Parenti. Inoltre ho lavorato anche sul film di mio zio 'L'educazione di Giulio'. Ho potuto imparare tante cose che poi mi sono tornate utili per il corto. Che considero un esercizio perché mi interessava proprio mettere in pratica alcune cose."

La storia di cosa parla?

E' una storia d'amore ma non banale, è la storia misteriosa e surreale dell'incontro tra un fotografo e una ragazza che forse era in un parco e forse no. Un incrocio tra una fiaba e un sogno che si infrange. Siccome il regolamento del concorso imponeva la valorizzazione del paesaggio del lazio, abbiamo girato a Castel Giuliano, vicino al lago di Bracciano, in una villa nel cui parco c'è il roseto più grande d'Italia.

Nel cast c'è anche un giovane professionista, Ignazio Oliva, che ha già lavorato con Giacomo Campiotti, Bernardo Bertolucci, Claire People.

"E' un ragazzo eccezionale. Bravo e semplice, per nulla presuntuoso. Della direzione degli attori e di alcuni aspetti della sceneggiatura si è occupata mia cugina mentre io ho seguito il lavoro del direttore della fotografia, il piano di lavorazione, lo story-board."

Il premio ha coperto tutte le spese?

No, ma abbiamo avuto la fortuna di incontrare Fabrizia Falzetti che si occupa di pubblicità e ogni tanto produce dei corti. Tramite lei abbiamo avuto troupe e pellicole gratis, potendo così girare in 35mm. E' molto brava, anche sulla scelta del finale ha imposto il suo punto di vista con molta decisione. Ma senza di lei non so cosa avrmmo fatto.

Che circuitazione ha avuto finora?

L'abbiamo presentato alla 'Cittadella del Corto' di Trevignano Romano. Poi a Roma all'arena estiva di Massenzio e in qualche cinema, fra pochi giorni sarà in concorso al Festival di Fano.