“BLACK
TAPE” PRESSROOM
KATAWEB
CINEMA
Restiamo
in Iran, uno dei pochi veri Nuovi Territori dell'attuale "geopoetica"
del cinema, con il lungometraggio di Fariborz Kamkari Navare khali
(Blank tape: the Videotape Fariborz Kamkari Found in the Garbage),
altra buona sorpresa del programma. Sorpresa innanzitutto perché
il film non si allinea, come quelli di molti altri giovani registi
connazionali, alle tendenze indicate dai successi mondiali dei
maestri (su tutti Kiarostami e Makhmalbaf, i più imitati),
e con una trovata semplice ma che si rivela a sorpresa produttiva,
e che sta già tutta nel titolo: il film è fatto
solo dei frammenti e delle riprese rimaste sul nastro girato da
una telecamera amatoriale. Un finto film "ready made",
insomma, con ovviamente la solita abilità iraniana a giocare
d'astuzia e malizia tra documentario e finzione, che rende l'operazione
molto meno ingenua e nasconde una complessa messa in scena.
Fin dalla prima scena, girata in un negozio di elettronica al
momento dell'acquisto (ovviamente, come in tutti i film iraniani,
con durissima contrattazione sul prezzo) in Navare khali vediamo
solo immagini giustificate dal punto di vista di uno dei personaggi
in scena, o registrate con la telecamera lasciata nascosta ed
in funzione. Nel film si raccontano infatti i soprusi e il controllo
esercitato dal "Sergente", un ex-militare, oggi businessman
di successo, sulla moglie curda, sposata ancora minorenne. Ci
sono sotto una terribile vicenda di compravendita di bambini e
la questione dell'identità tragicamente cancellata del
popolo curdo, ma quello che colpisce è la capacità
di rendere il pretesto delle riprese video amatoriali del tutto
funzionale alla messa in scena della situazione complessa che
il film racconta, sfruttandolo con grande e peculiare efficacia.
Dopo pochi minuti del film non capita più, ed è
già di per sé un fatto abbastanza eccezionale, di
chiedersi come sia possibile che il tale personaggio, in quel
dato momento, abbia la telecamera accesa, puntata e a fuoco, in
modo da registrare e mostrarmi quelle immagini… Kamkari
riesce a farci dimenticare che quella del nastro trovato nella
spazzatura è al 100% una bufala, e ci fa sospettare per
un momento che la vera rivelazione del cinema iraniano in questa
Mostra non sia lui, ma i suoi protagonisti, maestri del video
amatoriale a bassissimo budget
. Reka: 4 fragole
Mboutoukou: 4 fragole
Bad gisunat ra shaneh khahad zad: 6 fragole
Navare khali (Blank tape: the Videotape Fariborz Kamkari Found
in the Garbage):
8 fragole
Sergio Fant
